TI PROPONGO UNA NUOVA OPERA DI CARITÀ: DAI LA MANO A TUO FRATELLO

Oggi la pandemia ci costringe ad affrontare dure difficoltá. Innanzitutto la vita, la salute, il lavoro, nuove necessità. 

Voglio affrontare con voi il tema "nuove necessità".

Come ci dobbiamo confrontare con il Covid-19?

Innanzitutto la prudenza, il rispetto delle norme, l'igiene, indossare sempre e bene la mascherina e i dispositivi di protezione.

Ma nasce una serie di difficoltá che vorrei affrontare e ridurre con il vostro aiuto.

Se una persona ha un problema di salute ed è costretta a recarsi in ospedale non potrà ricevere visite dai propri cari. 

Se una persona viene a contatto con un soggetto positivo al virus, deve sottoporsi a isolamento volontario domiciliare.

Se una persona diviene positiva al virus deve essere sottoposta ad isolamento domiciliare. 

Se una persona si ammala deve essere ricoverata in ospedale.

IN TUTTI QUESTI CASI, NOI, CI SIAMO CHIESTI COSA POSSIAMO FARE PER QUESTI NOSTRI FRATELLI E SORELLE?


Ecco la necessità di chiedere a tutti, nessuno escluso, di adoperarsi in una grandissima opera di carità. 

Per prima cosa ricordiamoci che nessuno ha deciso di star male e che se riteniamo appestato o untore un positivo, forse, spingiamo chi ha il "dubbio" o la "certezza" della propria positività a mentire ed a stare in mezzo a noi pur di non essere additato.

Questa è una causa serissima che ha portato i contagi a questo livello. 


Se un nostro conoscente avrà la serietà e l'onestà necessari ad affrontare l'isolamento domiciliare, ricordiamoci che esso ha fatto una rinuncia alla propria libertà per Amore.

ABBIAMO QUINDI IL DOVERE MORALE DI SOSTENERLO!

Ecco quindi, l'opera di carità:

DAI LA MANO A TUO FRATELLO


Se conosci una persona o una famiglia in difficoltá, offri la tua mano.

Non giudicare.

Non parlare.

Opera.


Mettiti in contatto.

Basta poco.

Forse oggi manca il pane, l'acqua, un farmaco, un sorriso! 

Chiaramente non vi chiedo di andare a casa loro. Ma di fare sentire la vostra presenza. Un messaggio, una telefonata, una citofonata, un piccolo segno del vostro affetto può fare la differenza.

Forse, se facessimo così, i nostri fratelli affronterebbero questa condizione con più serenità.


VI RACCOMANDO PARTICOLARE ATTENZIONE AGLI ANZIANI. NON ENTRATE NELLE LORO CASE. PORTATE LORO TUTTO IL VOSTRO CUORE MA RESTANDO FUORI DALLE LORO ABITAZIONI. 


DIO CI BENEDICA TUTTI






 

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